La digitalizzazione sopperisce alla carenza di specialisti

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A Villa Negroni consegnati i primi diplomi del corso Fidacademy con certificazione Abacus – Roberto Grassi: «Non solo nozioni, ma anche apertura alle esigenze di adattamento continuo che i nuovi scenari impongono»
Anche nel comparto ticinese dei servizi il mercato del lavoro presenta delle anomalie, riscontrabili soprattutto nella carenza di personale qualificato in settori chiave come quelli della consulenza fiduciaria e amministrativa. Un’importante iniziativa volta a colmare questa lacuna è venuta da Fidacademy, entità istituita nel 2022, promossa dalla Fondazione Fidinam, dal Centro Studi Villa Negroni di Vezia (CSVN), da Abacus AG e Fidigit SA. Si rivolge a professionisti e specialisti IT desiderosi di accrescere le loro competenze, nonché a giovani al primo impiego.

Presso il CSVN a Vezia ha avuto luogo ieri la consegna dei diplomi ai primi partecipanti del corso Fidacademy che ha avuto per oggetto la certificazione dei consulenti Abacus. Si tratta della prima esperienza di formazione del genere, certificata e in lingua italiana, che ha preso avvio il 10 maggio e si è conclusa ai primi di luglio.

Il digitale che aiuta
«Abacus è una piattaforma digitale nata in Svizzera tedesca e ormai adottata da decine di migliaia di imprese in ambito finanziario, fiduciario e amministrativo, anche in Ticino, nella gestione del personale e in molte altre funzioni aziendali. Il suo software versatile consente lo svolgimento di compiti complessi in tempi limitati», ha sottolineato Felice Torre, Business Development Manager della società. Una digitalizzazione che annulla l’impegno personale? «Niente affatto, l’automazione è valida se le persone comprendono e interpretano le esigenze dei clienti». Torre ha anche accennato a come si sia evoluta nel tempo una funzione che, per il Ticino, assume una grande importanza, cioè quella del fiduciario, dalle funzioni tradizionalmente limitate ad ambiti poco più che contabili e amministrativi e spesso ripetitive. Oggi i nuovi scenari impongono nuovi strumenti e nuove soluzioni per clienti sia privati che aziendali, soluzioni globali e complesse tali da richiedere competenze integrate e l’aggregazione di know how specializzati. Basti pensare al tema dell’internazionalizzazione delle imprese o alla questione fiscale in continua evoluzione nelle diverse giurisdizioni con cui anche l’operatore ticinese è confrontato. «In queste condizioni la digitalizzazione può fornire importanti risposte», ha ricordato John Muschietti di Fidigit.

Il consulente del futuro
Un’analisi ripresa nel suo intervento da Roberto Grassi, che ha tracciato il profilo del nuovo consulente e professionista di successo, come quelli usciti dal corso Abacus: non solo in possesso di nozioni, ha detto, ma molto aperto alle esigenze di adattamento continuo che i nuovi scenari impongono.

Processi cui digitalizzazione e intelligenza artificiale possono recare importanti contributi nell’assicurare la continuità del benessere, anche alla luce della potenziale scarsità di risorse che si va manifestando. Ma tutto questo, ha aggiunto Grassi «senza dimenticare quei valori tradizionali che ci hanno caratterizzato nel tempo». Dunque, macchina sì, ma la prevalenza all’essere umano.

Ricerca di personale qualificato
A margine della manifestazione abbiamo chiesto a Roberto Grassi alcune considerazioni sul mercato del lavoro nel settore terziario e sul mercato immobiliare, considerato il ruolo di Fidiman quale operatore leader. «Nel settore dei servizi la questione della manodopera specializzata peggiora continuamente. Si fa fatica a trovare persone adeguatamente preparate e aggiornate: questo in termini assoluti, di numeri, ma soprattutto in termini di individui che mostrino lo stesso impegno professionale che avevamo noi da giovani, anche in termini di voglia di fare e di imparare. Forse complice la COVID-19 o impostazioni acquisite, vediamo molti approfittare del home office, chiedere di lavorare in parte in smart working, oppure, anche giovani, optare per il tempo parziale, per non dire di chi lascia il posto di lavoro senza alternative.

Le risorse di cui abbiamo bisogno nelle nostre attività sono sempre più difficili da reperire e noi riscontriamo una forte sproporzione fra domanda e offerta, con una domanda forte di soluzioni che non riusciamo a soddisfare».

Prospettive sull’immobiliare
E cosa dire del mercato immobiliare alla luce dell’inversione del trend dei tassi d’interesse? «Nel breve termine non credo che il mercato risenta di questa nuova tendenza. La clientela è posizionata su soluzioni di credito a tasso variabile che, per quanto i tassi siano un poco cresciuti, seppure in misura minima, non determina ancora un impatto sensibile. Ciò vale anche per lo sfitto, la cui tenuta diventa “dolorosa” quando i tassi salgono in misura più consistente, cosa che in questo momento ancora non si sta verificando.

Ma vi è un altro aspetto da considerare, anche per quanto riguarda lo sfitto e non solo, ed è la congiuntura. Vi è sì un effetto più o meno immediato e diretto dato dai tassi d’interesse, ma vi è poi l’aspetto dell’inflazione, dei salari che restano fermi, del potere d’acquisto delle famiglie che non cresce. Accadrà che Banca nazionale e Finma faranno pressione sulle banche per essere ancora più prudenti nella concessione dei crediti, accrescere la quota di capitale proprio, dimostrare la sostenibilità, e saranno tutti questi elementi a modificare le condizioni del mercato immobiliare».

– Corriere del Ticino